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日志


10月21日

E sono 19

Questa è la prima volta, credo, che invece di dire “sto invecchiando” (ironicamente, ovviamente, poiché la mia chioma fluente indica la giovinezza della mia età), ma, sto cambiando… Forse perché questo compleanno è stato davvero diverso, in particolare perché è stato il primo in cui “non mi mettono candele ma numeri sopra le torte”, come recitava una canzone che in quest’aspetto della festa individuava il passaggio dall’età fanciullesca a quella da pensione (l’adulta non esiste, le malattie, come tante altre cose, colpiscono solo bambini e anziani). Dopo questa riflessione pseudopessimista, preferisco trattare argomenti più ameni, al fine di presentare gli squagliati con cui vivo in quel di Roma.

 

16 Ottobre 2007, era una serata fresca ma piacevole (non come a Reggio che piove a dirotto) e si profilava l’ultimo atto di questi miei 18 anni, in particolare gli ultimi 365 giorni intensissimi, molti dei quali sembrano remoti nel tempo. Dopo una cena improvvisata da Picasso (un giorno racconterò le avventure di Bruno e Marco: obiettivo procacciarsi il cibo), si decide di attendere la mezzanotte con un bel film visto al pc (“Il fantastico mondo di Amelie”, stupendo per me, senza senso per Marco, almeno fin quando non è finito). Auguri reciproci e poi ognuno al telefono.

 

17 ottobre 2007. Sono 19 e sono svegliato da 8 messaggi giunti durante la notte, altri arriveranno nel pomeriggio, altri no e guardo la sveglia che indica le 11, pensando a quanto adoro l’orario dell’università. Ma devo fare in fretta, preparazione da Strafigo Luiss e si va a prendere l’autobus per andare al Meeting a Piazza Bologna per prendere il caffè marocchino, offerto da me. Pranzo normalissimo in mensa da buon proletario che paga 7000€ di tasse, mensa esclusa, allietata dalla pastarella con crema Chantilly compratami da Leti e dai dolci a caramella di Giorgia che NON ho apprezzato. Poi si comprano torta e candelotti di dinamite a numero 19 e si porta a lezione da Guizzi (Prof ti amiamo, come il tuo microfono e il termos rivitalizzante): lui parla, noi cantiamo e facciamo foto, accendiamo il fuoco col rischio dell’allarme antincendio e scappiamo durante la sua lezione. La sera è una cena, con una persona che sta diventando per me sempre più importante, al Ceppo su cui avrei volentieri decapitato questi camerieri che fanno pagare un botto le porzioni mignon, ma alla fine siamo ai Parioli, dove c’è l’ubriaco per la strada con ambulanza e carabinieri! La notte mi aspettano a casa profiteroles e alcool con le conseguenze che le foto nel blog spiegano alla perfezione!

 

Special Thanks To. Alla curva dei matti con cui martedì sera festeggeremo i compleanni congiunti dei due piatti della Bilancia migliori di Roma e mondo circostante: io e mia commare Jojo, la Giorgia con cui ci siamo cresciuti fin da piccoli, siamo cugini, abitiamo insieme e non so quante ce ne hanno dette anche se ci siamo presentati solo il 22 Settembre; poi c’è Letizia, una persona fantastica che sto conoscendo, è iniziato tutto da un Tiramisù  ai Fori Imperiali e siamo finiti alle dichiarazioni sull’autobus; Lino, il mio gigante buono corregionale che ha soggezione solo di Baldassarre; Checco, l’uomo contro il sistema e non aggiungo altro; Robè di Isola DI Capo Rizzato, con cui ci siamo scolati a pranzo una bottiglia di Cirò; Roberto Monaco, il mio alunno delle lezioni di dialetto reggino e poi Tonia e Veronica che sono in altri corsi, ma adoro sinceramente e mi diverto tantissimo a stare con loro. Poi soprattutto Marco, ormai compagno ufficiale di cazzate e siamo inseparabili e tutti gli altri della corso, colleghi troppo fuori come i Toscanacci, Mr Dubbio, Napoleon, Faccia Rossa, Pipino, Pinocchia, Barba Nera e le ragazze, tra cui in particolare Stella, con cui mi trovo benissimo.

 

P.S. Grazie a tutti coloro che mi hanno fatto gli auguri da lontano

P.P.S. Non pensavo costasse così tanto un weekend a Reggio