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March 16 Quanto sei bella Roma...Il titolo cita ovviamente la canzone di Venditti, l’unica delle tre dedicate spudoratamente alla capitale che oggi mi posso permettere di citare (il motivo a metà intervento) e che esprime meglio i miei sentimenti nei confronti della città in cui sto vivendo questa fase della mia vita.
Mi ritrovo a scrivere non avendo il caricabatterie della macchina fotografica e quindi in assenza di reperti visivi che testimonino le emozioni di questi giorni, spero che le parole siano sufficienti a dipingere le atmosfere della città eterna, soprattutto di come la sto vivendo. Ovviamente la città sarebbe un involucro vuoto, seppur molto affascinante, se non ci fossero le persone giuste a riempirlo e queste sono naturalmente i miei colleghi del primo anno primo corso (se siamo i primi alla Luiss che ci possiamo fare
Giovedì pomeriggio giornata piena di lezione tranne per due ore che il buon vecchio Brunello suggerisce di trascorrere in villa, e dopo aver shockato un bambino a cui avevamo preso il pallone a villa Paganini ci spostiamo, con tanto di gelato, a villa Torlonia: tutti sdraiati sui prati della Limonaia (le battute si sprecarono) a fare foto sceme e poi arriva il tiro mancino delle ragazze che, mandate da noi a chiedere di farci unire a giocare a volley con due ragazze, dicono a queste ultime che noi ragazzi eravamo molto timidi ma le volevamo conoscere…noi ignari andiamo a giocare e loro tre dicono di non voler più partecipare, noi da bravi rimbambiti giochiamo senza capire che le due proprietarie del pallone ci stavano pure e ce ne andiamo dopo poco a finire le lezioni (breve parentesi: secondo semestre, prof da scoprire, io invece lo sono già stato da uno che mi ha trovato a fare versi, e previsione di lezioni saltabili…). Usciti alle otto dal manicomio, ho scoperto che via Parenzo era un ex istituto per l’igiene mentale (toglierei l’ex…), vado con un altro protagonista di questo weekend, il mio vicino di stanza Marco, a Trastevere per una serata gemellaggio con i medici della Cattolica, e abbiamo girato mezza Roma alla ricerca di un posto chiamato l’Obitorio… le persone o si toccavano o ridevano, ma alla fine lo troviamo e si trascorre una piacevole serata.
Non come quella ovviamente del venerdì, dopo la parentesi dell’emigrato torinese in vista a Roma per scalo Alitalia, incontro a Termini con i Ciacci Boys (ormai rimane questo nome) e direzione Testaccio, con in mezzo attraversato kamikaze tra gli autobus a piazza Venezia dove non esistono strisce pedonali, ricordatelo. Il quartiere di Testaccio (e qui altre risate) ci riserva una cena piacevole e piena di risate, oltre alle nostre della cameriera e delle vecchie in un tavolo dietro al nostro, e poi il tentativo di infiltrarci, nonostante gli sforzi di Dani, alla festa di Roma Tre, ma come dice un pr eravamo troppe mazze per i buchi disponibili… allora cambiamo locale e poi approfittiamo della metro aperta fino alle 2 (LASCITO DEL BUON VECCHIO WALTER, VOTATELO) cambiamo zona e dalla Piramide direzione Colosseo. In pratica montiamo gli stand della maratona che si è tenuta oggi per i Fori Imperiali con quelli della Rai (eravamo solo noi e loro) e ci spariamo la traversata di via del corso fino al Pantheon dove, dopo aver esasperato l’ennesimo pub, ci sdraiamo sulla fontana a pensare ai nostri avi, soprattutto i miei…, passati da lì.
Sabato è all’insegna dello sport, oltre che dei pranzi che costano un occhio della testa, e si assiste a una fantastica partita di rugby in centro, con tanto di folla oceanica che incontriamo all’uscita dal Flaminio, ma non possiamo rifugiarci da Piazza del Popolo a Villa Borghese perché dobbiamo arrivare alla Farnesina, via metro e bus. Nonostante le condizioni da deportati, io e Marco arriviamo all’Olimpico per assistere alla super sfida tra la Roma e il mio Milan… poche parole per descrivere lo stadio visto dai distinti vicino i tifosi del Milan (eheh) e ancora meno per raccontare il momento in cui 70000 persone cantano l’inno della Roma di Venditti con le sciarpe alzate… la partita la riassumo nella mia frustrazione, nel non poter esultare al goal del Milan e nell’assistere all’1-2 dei lupacchiotti, sfogata su Marco che esultando come tutto lo stadio al secondo goal viene mandato dal sottoscritto a quel paese con tanto di pugno nello stomaco… scusa ancora ma la partita era troppo bella per essere persa, anche se alla fine ancora brividi quando i giubilanti giallorossi cantano Grazie Roma e noi tentiamo di prendere un bus infestato da burini.
Stanchezza a parte oggi sveglia presto per andare a San Pietro per assistere alla messa delle Palme presieduta da Benedetto, tre ore di funzione e non poter neanche ricevere la comunione hanno fatto vacillare la mia stima per la chiesa, la fede mai, crollata poi nel momento in cui annunciano che la GMG sarà a luglio mentre io sosterrò inutilmente diritto privato… pranzo turistico e poi ritorno a questo pc in attesa di andare al cine a vedere un film a condizioni che solo la capitale, con sale spettacolari e prezzi modici, offre.
È proprio l’offerta di divertimento, cultura, sport e passione che rende questa città unica in Italia e nel mondo… sono contentissimo di stare qui, senza dimenticare ovviamente la mia Reggio che amo e difendo sempre a spada tratta (grande Reggina che sbaraglia quei ojoni di ontradaioli he mangiano insalaha a Siena che mi ha ospitato una settimana fa, ma questa è tutta un’altra, incredibile storia), ma permettetemi di citare ancora Antonello dicendo: “Roma, m'hai fatto 'nammorà” Comments (5)
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