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August 26 Ma questa è tutta un'altra storia...Lo so, lo so…sono in ritardo, ma aspettavo delle foto che potessero corredare questo intervento, ma a parte il fatto che ognuno usava la propria macchina, o meglio la lasciava a casa, chi le ha non si preoccupa di divulgarle, anche per ovvi motivi in fondo… (ogni riferimento a Nucera NON è puramente casuale) E comunque, tralasciando questi dettagli, avevo promesso di dedicare qualche riga al weekend di ferragosto trascorso alle Eolie, destination Lipari, ripercorrendone i momenti cult e ringraziando tutti i compagni di viaggio che compariranno nelle righe successive.
Orbene, da dove iniziare… dalla partenza sarebbe ovvio, invece no dal ritorno, tanto è lo stesso, in Alisc...hifo, perché a parte che non pensavo esistessero compagnie da odiare più di Trenitalia, scrivere la destinazione del traghetto non è difficile, dopo ore di fila non puoi rischiare di dover andare a Milazzo e trovare una coincidenza come proposto a Federica, ma QUESTA È TUTTA UN’ALTRA STORIA (frase che avrò ripetuto cento volte in quattro giorni)
Meglio tornare alla partenza, sbarco sull’isola Liparota dopo due ore di intrattenimento sulla nave da parte di uno spasimante di Davide, che lo tormenterà per i giorni a seguire a tal punto da costringerlo a dover spegnere il cellulare. Ad attenderci il padrone dell’appartamento affittato dalla nostra organizzatrice super Sonia… ecco spuntare dalla curva una Polo amaranto con mega antenna guidata da Angelo, uomo flaccido tanto quanto sudato, con maglietta dentro i pantaloni (entrambi saranno gli stessi per tutta la permanenza) e cappellino che faceva della fronte l’unica parte non abbronzata del suo viscido corpo. Il tizio era accompagnato da una donna, che solo l’ultimo giorno, quando entrambi riveleranno a pieno la loro natura zingara, abbiamo scoperto non essere la moglie ma la sorella: Franca, donna più grassa del precedente mostro, con cappellino a fiori e due braccia… niente spalle, niente gomiti, tutto un ammasso informe.
L’appartamento, o meglio accampamento, era vivibile e circondato da un giardino che offriva pomodori, subito presi di mira da Federica, ma soprattutto attirava le zanzare geneticamente modificate che ci hanno fatto compagnia in questo weekend, tormentando in particolare Chiara, che riuscivano a resistere anche al Baygon, al contrario di Giosì che ho avvelenato personalmente. Iniziamo a prendere confidenza col posto e la discesa che porta al mare, simpatico preludio di ogni serata avvenire, grazie alle zeppe di Marta, e ci dirigiamo a fare la spesa dove acquisteremo il mitico pallone gratis, che rimarrà latitante come le macchine fotografiche.
Tra cene preparate da noi e posate mai lavate, arrivi e partenze di coinquilini improvvisati si arriva alla sera del 15… spettacolare! Cena romana, seguita da Sputtanation, non posso dire cosa sia perché quel che è di Lipari rimane là (il pallone) ma dico solo che serve solo tanto vino in offerta speciale e una buona compagnia di persone. Il tempo intanto sembrava voler rovinare la nostra trasferta a Panarea, direzione Raya, ma noi siamo più forti, o cretini, del maltempo, e dopo aver salutato Uma Thurman (ah bella), su un barcone clandestino, con mare forza tre, salpiamo tra onde alte, canzoni anni 60 e resti della cena vomitati sulla nave… ma la discoteca ha meritato i soldi spesi, anche quelli che ci hanno rimborsato, e il ritorno più bagnato dell’andata (Nuc come abbiamo fatto a non ammalarci non lo so!) insomma da rifare TUTTA LA VITA
Ultimo giorno vissuto tra sonno improvvisato, lidi-discoteche dove facevamo da padroni, tizi strani, parmigiane orrende che innescano lotte coi mostri, nuovo vino e tante, tante risate… il ritorno l’ho già raccontato e non mi resta che lasciarvi con un grazie immenso ai compagni di avventura di cui non ho foto…
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